18.05.2026

LANDCROS Mini premiato al SaMoTer 2026: cosa significa per chi lavora con le macchine Hitachi

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Eravamo a Verona e abbiamo seguito in presa diretta.

Tra i riconoscimenti assegnati durante la 32ª edizione del SaMoTer ce n’è uno che ci riguarda da vicino: Hitachi Construction Machinery Europe ha vinto il Design Award e una menzione tecnica nella categoria degli escavatori idraulici con il LANDCROS Mini, il concept da cinque tonnellate che ha catalizzato l’attenzione del padiglione 10.

Il LANDCROS Mini è il manifesto di un cambiamento di rotta profondo nel modo in cui Hitachi – presto LANDCROS – concepisce le sue macchine. E noi, che trattiamo Hitachi nel Triveneto da oltre sessant’anni, abbiamo tutta l’intenzione di raccontarvelo per bene.

Prima l’operatore, poi la macchina

Per capire cosa c’è di nuovo nel LANDCROS Mini bisogna partire da un’idea semplice, ma quasi rivoluzionaria per il settore: la cabina è stata progettata attorno all’uomo, non viceversa.

Suona ovvio, ma non lo è. Per decenni i progettisti di escavatori compatti hanno lavorato così: prima si definiva la struttura della macchina, poi si trovava il modo di infilarci i comandi. Hitachi ha voluto ribaltare questo processo – per quanto sicuramente non siano stati gli unici sul mercato a decidere di cambiare prospettiva: il punto di partenza del LANDCROS Mini sono diventati gli operatori con i loro movimenti, le loro abitudini e le loro frustrazioni quotidiane in cantiere. 

Cosa ha di concreto questa cabina

Partiamo dal dettaglio che colpisce di più: l’illuminazione. Il LANDCROS Mini è dotato di un sistema LED collegato a sensori esterni che rileva le persone nelle vicinanze della macchina. Quando qualcuno si avvicina troppo, le luci interne diventano rosse. Un segnale immediato, che non richiede di guardare un monitor. Su cantieri affollati, dove i punti ciechi restano uno dei principali rischi per i lavoratori a terra, questa soluzione vale da sola l’attenzione.

La visibilità è stata migliorata anche spostando il motorino del tergicristallo sul lato destro del parabrezza: liberare la linea di visione a sinistra sembra un dettaglio, ma chi opera in spazi stretti sa quanto pochi centimetri di campo visivo in più possano fare la differenza.

C’è poi un dispositivo di comunicazione integrato – altoparlante e microfono – perché gli operatori passano le giornate a coordinarsi con il personale a terra ma restano di fatto isolati nella cabina sigillata. Un problema reale, finora ignorato dal design di serie.

Il display principale è affiancato da uno schermo secondario scorrevole, pensato per ospitare soluzioni di terze parti come il tiltrotator, i sistemi di guida assistita, qualsiasi tecnologia l’operatore o il cantiere richiedano, senza appesantire ulteriormente l’interno con monitor aggiuntivi.

E poi ci sono i dettagli di comfort che chi sale su una macchina ogni mattina riconosce al volo: i joystick con pulsanti ergonomici, le leve di traslazione rimovibili che liberano spazio per i piedi, la maniglia allungata e il gradino ridisegnato per facilitare l’accesso. E tre soluzioni di stoccaggio integrate – il Backpack dietro il sedile, il Saddle sul fianco per stivali e attrezzatura, il Nest integrato nel sedile stesso – più un punto di ricarica per il telefono a portata di mano.

Non sono optional. Sono risposte concrete a esigenze che gli operatori avevano già.

Il metodo: progettare nel digitale prima di produrre il fisico

Il LANDCROS Mini è stato sviluppato con strumenti di progettazione virtuale e realtà aumentata, metodologie standard nel settore automotive da anni, ma applicate per la prima volta a questo livello alle macchine movimento terra compatte.

Il concept è stato testato, perfezionato e validato in ambiente digitale prima che venisse prodotto un singolo componente. Questo approccio viene definito phygital ed è la traduzione diretta dell’intelligenza del design digitale in oggetti fisici. Per il settore delle macchine da costruzione si tratta di una frontiera nuova.

Il risultato pratico è un prototipo che funziona, che si può toccare, che si può valutare, non solo un render 3D. A Verona era possibile salire a bordo, interagire con ogni elemento della cabina, testarlo sulla base della propria esperienza in cantiere.

 - Franco Clò Macchine Movimento Terra 1/1

L’Italia come test di riferimento

Non è un caso che questo concept sia stato presentato proprio al SaMoTer 2026. L’Italia è uno dei mercati europei più importanti per i mini escavatori, con operatori considerati tra i più esigenti del continente. Hitachi ha scelto Verona deliberatamente, per raccogliere un feedback di qualità: le reazioni di chi usa le macchine ogni giorno influenzeranno le decisioni ingegneristiche sulla prossima generazione di compatti LANDCROS.

Per noi che vendiamo e assistiamo queste macchine nel Triveneto da decenni, è un segnale positivo. Significa che il costruttore sta ascoltando il mercato sul campo, non solo i numeri di vendita.

Cosa cambia per i clienti Hitachi

Il LANDCROS Mini è un concept e non è ancora in vendita, ma la direzione che indica è concreta.

Hitachi sta evolvendo verso un modello di “solution provider“: macchine sempre più connesse, progettate attorno all’operatore, con una crescente attenzione a sicurezza integrata, ergonomia e interoperabilità con tecnologie di terze parti. Il cambio di ragione sociale in LANDCROS (previsto per aprile 2027) fa parte di questo stesso percorso.

Chi ha in flotta macchine Hitachi – escavatori ZX, compatti, midi – può aspettarsi che questi principi si traducano progressivamente nei modelli di produzione. E chi sta valutando un acquisto o un rinnovo di parco macchine oggi ha qualche elemento in più per capire dove sta andando il brand.

Se vuoi sapere di più su questa transizione o discutere le tue esigenze di cantiere, il nostro team è a disposizione a Belluno, in Via del Boscon 9. Siamo concessionari Hitachi nel Triveneto da oltre sessant’anni — e abbiamo ancora molto da raccontare su quello che abbiamo visto a Verona.

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